Sai qual’è una delle 20 cose che rendono unica la Calabria? La Sagra della polenta di Dipignano.
La polenta, infatti, nel mio immaginario è sempre stata legata alle regioni settentrionali: Lombardia, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia.
Mi torna in mente quella assaggiata durante il mio viaggio di nozze nelle Dolomiti, accompagnata da salsiccia bianca e funghi. Ne ho provate diverse versioni e ricordo ancora la buonissima Polenta di Storo.
La polenta mi piace così tanto che spesso la preparo anche a casa, ma c’è qualcosa di speciale nel mangiare un piatto della tradizione preparato nel luogo in cui quella tradizione è nata e si tramanda da generazioni.
E così, nel mio immaginario fatto di polenta del Nord Italia, ho dovuto aggiungere anche un luogo della mia Calabria: Dipignano, in provincia di Cosenza.
Qui ogni anno la polenta diventa protagonista di una manifestazione che va ben oltre il semplice appuntamento gastronomico: la Sagra della Polenta di Dipignano, legata alla storia dei Quadarari, gli antichi maestri calderai del paese, e al particolare rapporto che unisce Dipignano al comune piemontese di Ponti.
La Sagra della polenta di Dipignano
La Sagra della polenta di Dipignano, non è una semplice sagra, o almeno non è la solita sagra cui sono solita frequentare. E’ un evento che coinvolge migliaia di persone. E’ la rievocazione storica dell’incontro tra il Marchese Cristoforo del Carretto di Ponti e i maestri calderai, i Quadarari di Dipignano. E’ un’amicizia tra i comuni che dura da oltre mezzo secolo. E’ una storia che si tramanda dal 1571. E’ una canzoncina che ti entra nella testa e la canticchi dalla mattina alla sera.
La Sagra della Polenta di Dipignano 2026
La Sagra della Polenta di Dipignano 2026 si svolge da venerdì 4 a domenica 6 settembre nel centro di Dipignano, in provincia di Cosenza.
L’edizione di quest’anno è particolarmente significativa perché celebra il 61° anniversario del gemellaggio tra Dipignano e Ponti, comune piemontese con il quale il paese calabrese è ufficialmente gemellato dal 1965.
La manifestazione non è quindi soltanto un appuntamento gastronomico, ma un momento nel quale vengono rievocati la storia dei Quadarari, l’antico mestiere dei calderai e il legame tra le due comunità.
Programma della Sagra della Polenta 2026
Il programma si sviluppa nell’arco di tre giornate e comprende appuntamenti culturali, musicali e legati alla tradizione.
Venerdì 4 settembre
La manifestazione prende il via nel pomeriggio con l’accoglienza della delegazione proveniente da Ponti.
Tra gli appuntamenti della giornata sono previsti un convegno dedicato alle DE.CO. e, in serata, l’accensione della Fiaccola del Gemellaggio.
Sabato 5 settembre
La seconda giornata è dedicata soprattutto agli appuntamenti culturali e musicali, con presentazioni di libri e spettacoli che accompagneranno la serata.
Domenica 6 settembre
È la giornata più legata alla tradizione della Sagra della Polenta.
La mattina inizia con il risveglio con i Tummarini e la Santa Messa del Calderaio.
Nel pomeriggio è prevista la rievocazione storica dell’incontro tra il Marchese Cristoforo Del Carretto e i Calderai, uno dei momenti più caratteristici della manifestazione.
Alle 18:00 è inoltre previsto un incontro dedicato alla polenta in provincia di Cosenza.
Il momento più atteso arriva alle 19:30, con lo scodellamento della “QUADARA” e la distribuzione della polenta.
Durante la manifestazione sarà inoltre possibile visitare il Museo del Rame e degli Antichi Mestieri.
Il programma potrebbe subire variazioni: prima di partecipare è consigliabile verificare eventuali aggiornamenti comunicati dagli organizzatori.
U Quadararu: l’antico mestiere dei calderai di Dipignano
Per capire davvero la Sagra della Polenta di Dipignano bisogna conoscere la storia dei Quadarari, uno degli elementi più importanti della tradizione del paese.
Con la loro arte del mestiere questi artigiani del rame erano sempre pronti a riparare paioli e tegami e per la loro fama Dipignano è diventata la Patria dei Calderai.
Dipignano è infatti conosciuta per la lavorazione del rame e per i suoi maestri ramari. I Quadarari, chiamati anche Varbottari, erano artigiani che si spostavano anche lontano dal paese per esercitare il loro mestiere.
La loro arte consisteva soprattutto nella lavorazione e nella riparazione di paioli, pentole e altri oggetti in rame.
Era un mestiere che portava i calderai lontano dalle loro case e che, nel corso del tempo, li condusse anche in Piemonte.
È proprio attorno alla memoria di questi viaggi e all’incontro con la comunità di Ponti, nell’Alessandrino, che nasce la storia raccontata durante la Sagra della Polenta.
Il Comune di Dipignano ricorda infatti come la tradizione dei Quadarari sia strettamente legata alla nascita dell’amicizia con Ponti e alla preparazione del grande polentone che ancora oggi viene ricordato attraverso le manifestazioni dei due comuni.

La canzone del Quadararu
Tra le cose che mi sono rimaste più impresse della giornata trascorsa a Dipignano nel 2017 c’è anche la musica.
La canzone folklorica cosentina dedicata al Quadararu è una di quelle melodie che, una volta ascoltate, difficilmente escono dalla testa.
Nu jornu assai luntanu è scisu e Dipignanu
Nu bellu Quadararu cu nu stagnu specialeAh ah ah e curriti chi vo stagnà
E dopo quasi un’ora arriva na signora
Ci ha dittu na parola e l’ha stagnatu a cassarolaAh ah ah e curriti chi vo stagnà
È una piccola testimonianza di quella cultura popolare che accompagna la storia dei mestieri tradizionali calabresi.

l gemellaggio tra Dipignano e Ponti
La storia che lega Dipignano e Ponti è una delle particolarità che rendono questa sagra diversa da molte altre manifestazioni gastronomiche.
La tradizione racconta l’incontro tra i Quadarari di Dipignano e il Marchese Cristoforo Del Carretto, feudatario di Ponti.
I calderai, arrivati in Piemonte durante i loro spostamenti per lavoro, avrebbero trovato accoglienza presso la comunità locale. In cambio del loro lavoro, ricevettero quanto necessario per sfamarsi, non solo farina ma anche uova, cipolle e pesce.
Da questo episodio nasce il racconto che ancora oggi viene rievocato durante la festa: la riparazione di un grande paiolo e la preparazione della polenta, accompagnata da una grande frittata con uova, cipolle e baccalà.
La vicenda è diventata nel tempo il simbolo dell’incontro tra due comunità lontane geograficamente ma unite da una storia fatta di lavoro, ospitalità e tradizioni.
Il gemellaggio ufficiale tra Dipignano e Ponti risale al 1965 e viene celebrato ancora oggi attraverso manifestazioni organizzate alternativamente nei due comuni.
A Dipignano l’appuntamento è la Sagra della Polenta, mentre a Ponti si svolge la tradizionale Sagra del Polentone.
Nel 2026 il legame assume un significato particolare perché ricorre il 61° anniversario del gemellaggio.

La mia esperienza alla Sagra della Polenta di Dipignano
Ho partecipato alla Sagra della Polenta di Dipignano nel 2017 e ho avuto la fortuna di seguire l’evento praticamente dall’inizio.
Sono arrivata quando Piazza dei Martiri era ancora quasi vuota. Le bancarelle erano in fase di allestimento e i rappresentanti di Ponti stavano iniziando la preparazione della polenta.
Era interessante vedere come una piazza che poco prima appariva tranquilla si trasformasse lentamente nel cuore della manifestazione.
La preparazione della polenta avviene in un grande paiolo e quello che colpisce immediatamente è la quantità.
Durante l’edizione che ho seguito nel 2017 vennero preparati dieci quintali di polenta, accompagnati dagli ingredienti della tradizione pontese.
All’epoca vennero utilizzate circa 3.000 uova, 300 chilogrammi di cipolle e 150 chilogrammi di baccalà.
Sono numeri che rendono bene l’idea delle dimensioni di una manifestazione capace di richiamare moltissime persone.

La rievocazione storica
Mentre la polenta continua a cuocere, per le vie di Dipignano prende vita il corteo storico.
È il momento nel quale la storia dei Quadarari e del Marchese Del Carretto viene riportata in scena attraverso costumi, personaggi e momenti della rievocazione.
Nel 2017 ho seguito il corteo tra le vie del paese e ho potuto fotografare alcuni dei momenti della rappresentazione.
È proprio questa parte, secondo me, a rendere la Sagra della Polenta diversa dalla classica sagra gastronomica.
Non si arriva a Dipignano soltanto per mangiare la polenta.
Si arriva per conoscere una storia.

Lo scodellamento della polenta
Dopo la rievocazione arriva uno dei momenti più attesi della giornata: lo scodellamento.
La polenta è finalmente pronta e viene tolta dal grande paiolo per essere distribuita ai presenti.
È un momento particolarmente suggestivo perché conclude il lungo lavoro iniziato ore prima e riunisce intorno alla tavola la comunità locale, la delegazione di Ponti e i visitatori arrivati per la manifestazione.
Nel 2026 questo momento è previsto per domenica 6 settembre alle 19:30, con lo scodellamento della Quadara e la distribuzione della polenta.
La Sagra della Polenta di Dipignano non è solo una sagra
Quello che mi aveva colpito nel 2017, e che continua a rendere particolare questa manifestazione, è proprio questo.
La Sagra della Polenta di Dipignano parte da un piatto che nell’immaginario collettivo associamo soprattutto al Nord Italia, ma attraverso la polenta racconta una storia profondamente calabrese.
È la storia dei Quadarari, del loro mestiere, dei loro viaggi e dell’incontro con una comunità piemontese.
È la storia di un gemellaggio che continua dopo più di sessant’anni.
Ed è anche una bella dimostrazione di come una manifestazione gastronomica possa diventare uno strumento per mantenere viva la memoria di un territorio.
Per conoscere il paese: Dipignano: cosa vedere nel centro storico e dintorni
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Post aggiornato al 2 Settembre 2026 da Maria Rita

1 commenta
Ok, da megafan della polenta forse dovrei farci un salto nelle date giuste… grazie per le dritte!