Una domenica… alla scoperta della Montagna della Perciavinella

Ho sempre adorato la primavera, con i suoi fiori colorati e l’aria fresca ma non caldissima. Sarà che è la stagione in cui sono nata, mancano pochi mesi alla fine della scuola, all’università i corsi stanno per finire, le giornate tornano ad essere più lunghe, e puoi iniziare a praticare fitwalking senza avere mille strati addosso.

Indovina invece cosa ho scoperto? L’autunno, che non ho mai considerato per le sue giornate piovose e freschissime che ti costringono a iniziare a vestirti un po’ di più, è invece diventata la mia stagione preferita. Si è vero che fa buio presto, ma il sole d’autunno ti riscalda, e dopo giorni di pioggia, ti fa iniziare la giornata con un sorriso e con uno stato d’animo diverso.

Non posso sopportare di perdere qualcosa di così prezioso come il sole autunnale restando in casa. Così ho trascorso quasi tutte le ore di luce nel cielo aperto. (Nathaniel Hawthorne)

In questa frase, che amo da morire, è racchiusa la domenica appena trascorsa. Una bella domenica di sole. Una domenica libera per dedicarsi a quella che è diventata la nostra passione. Una domenica in cui anche se la sveglia suona alle 6 ti stai già preparando da dieci minuti per evitare di far tardi. Una domenica che ti regala la sua alba più bella nel cielo buio che sta diventando rosa. Una domenica che ti fa conoscere nuove persone che condividono la tua stessa passione e ti fa ritrovare con quelle già conosciute due settimane prima, ne ho parlato nell’articolo Foliage in Sila tra stupore ed emozione.

Una domenica che ti fa scoprire la Montagna della Perciavinella nell’escursione organizzata da CamminaSila con la guida Antonello Martino.

Una domenica che ti fa conoscere nuovi sentieri, ti regala scorci panoramici mozzafiato, ti fa camminare su un tappeto di foglie che calpestandole ti fanno ascoltare il loro fruscìo nell’immenso silenzio degli alberi. Una domenica per fotografare delle mucche e un cavallo che stanno lì in posa.

Una domenica in cui si narra della leggenda legata alla “Petra de l’Atari, o Pietra dell’Altare”, chiamata così per la messa che fu celebrata durante una spedizione di cavalieri, di ritorno dalle Crociate in presenza di Carlo Magno, improvvisando un altare su una grossa pietra. La guida invece ci spiega che probabilmente le Messe venivano celebrate per i pascoli. Di solito lascio un pezzo del mio cuore nei luoghi che mi avvolgono, e qui ho lasciato qualcosa che la pietra mi ha restituito. Secondo me è magica!

Una domenica che ti fa ammirare i laghi dall’alto della Montagna della Porcina. Dal primo punto panoramico è possibile vedere il lago Arvo, nel secondo invece si ammirano il lago Cecita e il lago di Ariamacina. Questi due laghi, sebbene siano distanti, sono collegati tra loro. Sai che sono un’appassionata di dighe a tal punto da fare la mia prima tesi di laurea su una di esse? Dedicherò loro del tempo per parlartene in maniera approfondita.

Una domenica per pranzare e riposare presso il fiume “Perciavinella” che scorre presso l’omonima montagna. Una domenica che ti fa percorrere 11 km e ne faresti altri 100.

Una domenica per passeggiare a Silvana Mansio, il villaggio delle “fatine e dei folletti”, mi piace credere che sia così, con le sue casette tipiche colorate, curate nei minimi dettagli e la Chiesetta dedicata a S.Alessandro Martire costruita nel 1932.

Una domenica in cui tornando a casa lo specchio d’acqua del lago Arvo ti fa accostare per scattare altre decine di foto, e chi mi conosce sa che non ne ho mai abbastanza.

Una domenica per rabbrividire bevendo acqua dalla fontana nei pressi di Quaresima, mentre sono le quattro del pomeriggio e la luna è già alta nel cielo e le nuvole vogliono giocare a “indovina che forma ho?”. Osservandole bene sembrano una donna con i capelli lunghi che cammina (sta praticando fitwalking?) o sta portando a passeggio il cane, che se lo osservi bene somiglia anche a un coccodrillo.

Una domenica che ti fa aprire il computer ancor prima di togliere lo zaino dalle spalle per rivedere le foto.

Una domenica in cui chiedo a mio marito quando sarà di nuovo a riposo per tornare, t0rnare e ancora tornare..

Una domenica che ti fa venir voglia di andare a vivere in quella casetta nel cuore della mia amata Sila.

Se vuoi vedere altre foto, le trovi nella Galleria Fotografica

3 commenti

  1. Claudia B. Voce del Verbo Partire

    Articolo magistrale, mi sono ritrovata ampiamente nelle tue emozioni, nei paesaggi, in quello scricchiolare di foglie, nei profumi di corteccia…invece la ragazza che cammina con cane al seguito no, non l’ho captata! A me quelle nuvole parevano un cuore…ahahahah!!!
    Io amo da sempre l’autunno, mi piace viverlo in ogni suo momento, soprattutto in moto. La trovo una stagione ricchissima e sensoriale; e adoro scriverne, per riproporre ad altri quello che trasmette a me, immagini comprese.
    Appena ho un attimo leggerò anche il tuo post sul foliage!
    A presto,
    Claudia B.

    • Grazie mille Claudia.. effettivamente quella nuvola potrebbe sembrare anche un cuore… spezzato? ma guardando il bicchiere mezzo pieno, diciamo che è un cuore stilizzato.. grazie per essere passata.

  2. Pingback:Primavera in Sila: scoprire le sue fioriture - Jamaluca

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