Natale a Catanzaro tra tradizione e folklore

Come ho già detto nell’articolo sull’ABC di Catanzaro, la carissima Silvia di Trippando, ci invita a giocare con lei alle #Insiders, ci invita a creare una sorta di rubrica in cui ogni mese affrontiamo un argomento diverso sulla nostra città o regione, vista soprattutto dagli occhi e dall’esperienza di chi la vive quotidianamente.

Il tema di dicembre non poteva che essere sulle tradizioni natalizie! Non ti nego che appena l’ho letto ho esultato, mi piace approfondire la storia, le tradizioni e il folklore..

Il caso vuole che questo articolo sia pubblicato proprio in questo giorno di festa, 8 dicembre.

La festa dell’Immacolata è molto sentita dai catanzaresi, siamo molto devoti. Sai che è la patrona della città di Catanzaro? Nove giorni prima del giorno festivo nella Basilica omonima si effettua l’Intronizzazione della Statua sull’altare maggiore, e fino all’8 dicembre si celebra la novena.

Le messe principali che vengono celebrate il giorno di festa sono la Messa dell’Aurora alle 4.30 del mattino e la Messa tradizionale delle 11 in cui viene acceso e offerto il cero votivo da parte dell’amministrazione comunale a Maria Immacolata giurando “di riconoscere la Vergine Immacolata come Prima Patrona e principale protettrice della città e difendere il privilegio dell’Immacolato concepimento fino allo spargimento di sangue”.Con questo rito si ricorda infatti l’invocazione che i catanzaresi fecero per essere protetti dalla peste nel 1641. Dopo la cerimonia viene posta una corona di fiori sulla statua che si trova all’esterno della Basilica.

Ma la festa dell’Immacolata a Catanzaro mica finisce giorno 8! Continua ancora per 8 giorni, e poi la Statua viene riposta nell’altare laterale.

Se oggi, l’8 dicembre è il giorno in cui per tradizione si fa l’albero di Natale e il Presepe, per le antiche tradizioni invece gli zampognari iniziavano a scendere dai monti per allietare le città e i paesi con i loro suoni.

Probabilmente in città non si usa più, ma in molti paesi della Calabria una tradizione tipica natalizia che ancora persiste è la Strina, nome legato alla dea Straenia. E’ un canto d’augurio che, secondo antiche tradizioni, veniva offerto da giovani e anziani all’intera famiglia e ai singoli componenti in cambio di doni (salumi, dolci, uova, formaggi).

Paese che andavi, Strina che trovavi! Ogni paese aveva infatti le sue strofe che venivano accompagnate da vari strumenti: chitarre, zampogne, fisarmoniche, tamburi e tamburelli, qualcuno usava anche i coperchi delle pentole.

Se a Olivadi si cantava “Fammi la strina chi mi soli fara, ca de lu friddu non si po’ campara”,

a Nicastro invece gli strinari auguravano “Fammi la strina e fammila e dinari, ma pozzu fara u figghiu cardinali

Le strofe della Strina non erano uguali per tutti, bisognava anche vedere se veniva accettata o negata, e quindi poteva continuare con strofette positive e di buon augurio come “Cantau u gaddhru e scotula li pinni, dunamu a bona sira e jamunindi” oppure poteva essere di mal auspicio come “Ammenzu a casa ti penda nu rallu, quandu camini mu cadi e cavallu”.

In alcuni paesi di montagna oltre al canto veniva portata una pietra, più grande era, maggiore era l’augurio che veniva offerto.

E per quanto riguarda la Vigilia di Natale? Per la cena vengono preparate 13 portate: non mancano cavolfiore e baccalà fritti, frittelle di zucca, broccoli, tutte le portate a base di pesce, le crocette, la pitta ‘nchiusa, le crespelle.

La tavola resta apparecchiata tutta la notte, qualcuno dice che sia una tradizione legata alla nascita di Gesù, io voglio credere che chi non c’è più venga a trovarci in questa notte Santa.

Tra Natale e l’Epifania molti borghi antichi fanno da coreografia alle manifestazioni dei Presepi Viventi e degli antichi mestieri.

C’è chi la fa a Natale, chi a Capodanno: dopo la Mezzanotte, se il tempo lo permette ci vediamo tutti alla “Fhocara, o fòcara” per scambiarci gli auguri; solitamente viene acceso un grosso falò con ceppi grandi che possano durare fino all’alba nella piazza principale del paese.

Illustrazione fòcara PH. http://www.michelepane.it/

 

Grazie a Diego e Andrea.

 

Questo post partecipa al contest “All about Christmas” ideato da La bella tartaruga

 

5 commenti

  1. Bel post! Sarò di parte ma le tradizioni natalizie calabresi sono speciali *-*

  2. Che bella scoperta (grazie al contest All about Christmas al quale ho partecipato pure io!)! Mi fa piacere leggere blogger dalla Calabria: ce ne sono pochissime (o nessuna?). Mi sa che ti seguirò molto volentieri perché ho un pò di nostalgia per questa regione: per 20 anni scendevo tutte le estati a Isola Capo Rizzuto per trovare parenti vari. Sai che ho fatto una stagione a Simeri Mare? 🙂

    • Benvenuta nel mio blog, sono da poco in questo campo e finora ho conosciuto pochi travel blogger calabresi. Ogni giorno ne sto scoprendo uno. Scommetto che sarai stata anche alle Spiagge Rosse di Isola, noi ci siamo andati una volta sola. Grazie per esser passata sul mio blog.

  3. Pingback:Tradizioni natalizie e auguri di Buon Natale | Trippando

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