Martina Franca: la città barocca della Valle d’Itria

Sono le 9 del mattino, sono prontissima per questa nuova giornata calda e soleggiata, siamo in macchina a fare “ambarabàciccìecoccò” se la nostra prima meta del giorno dovesse essere Martina Franca o Ostuni, e a un certo punto mi rendo conto che la mia giornata programmata per filo e per segno sta cambiando. Per colpa di chi, poi? Di un gatto! Un piccolo gattino che sta dormendo proprio dietro la ruota della macchina mentre noi facciamo retromarcia. Dopo aver trascorso un’oretta per cercare il veterinario, fatto ecografie e raggi, e aver pagato di tasca nostra (i proprietari avevano detto che avremmo pagato le spese a metà) optiamo per Martina Franca che ci è più vicina. Mi dispiace non essermi goduta come avrei voluto la città, anche se poi accogliendomi a braccia aperte ha saputo farmi tornare il sorriso.

Martina Franca, famosa per le sue architetture barocche, è un comune della Provincia di Taranto e insieme a Locorotondo e Cisternino è una delle tante mete da non perdere per chi vuole visitare la Valle D’Itria.

Dopo aver parcheggiato la macchina e trascorso una decina di minuti tra due chiacchiere e un caffè, ci dirigiamo verso una delle Porte principali che danno accesso al centro storico. È questa la caratteristica che abbiamo notato in tutte le località che abbiamo visitato nel nostro viaggio in Valle d’Itria: c’è sempre una Porta da attraversare per accedere alla parte più antica di questi borghi.

Martina Franca: curiosità sul nome

Perché si chiama così? Il nome “Martina” fu dato in onore di San Martino di Tours, patrono della Cavalleria Francese, e oggi della città. Il Principe di Taranto, Filippo D’Angiò, oltre a creare lo stemma della città, concesse agli abitanti di Martina delle franchigie, e loro, per ricambiare il privilegio concesso, la chiamarono “Franca”. Per molto tempo il suo nome è stato Franca Martina, fin quando non perse la demanialità perpetua, e si è chiamata solo Martina. Dal 1871 invece il suo nome ufficiale è Martina Franca.

Martina Franca: centro storico

L’accesso al centro storico si ha dalla Porta di Santo Stefano, nota anche come Arco di Sant’Antonio.

Superata la Porta ci troviamo in Piazza Roma, dove ha sede il Palazzo Ducale che, oltre a essere un museo, è anche sede del Comune. Il Palazzo fu costruito nel 1668 per volere del Duca Petracone V Caracciolo dove prima esisteva il Castello medievale dei Principi Orsini di Taranto, risalente al 1388.

Al suo interno si possono ammirare le bellissime sale dell’Arcadia, del Mito e della Bibbia e la Cappella Ducale. Le stanze, decorate a tempera, sono state realizzate nel 1776 da Domenico Antonio Carella, pittore di Francavilla ma che visse fino alla sua morte a Martina Franca, su commissione del Duca Francesco III Caracciolo.

Noi abbiamo visitato solo la Sala dell’Arcadia e la Cappella Ducale perché le altre erano in ristrutturazione. Nella sala le opere ritraggono due scene di vita di corte e sul soffitto sono rappresentate le stagioni.

L’ingresso al Palazzo Ducale è libero. Scendendo per le scale notiamo subito una sfilza di foto che riprendono i Portoni di Martina Franca. I visitatori del Palazzo sono invitati a votare il portone che piace per il concorso del “Portone più bello”. La curiosità di vedere i Portoni votati guardando una galleria fotografica ti fa andare alla ricerca sul territorio per guardarlo dal vivo. Non è una bella iniziativa?

Usciti dal Palazzo, percorriamo Via Vittorio Emanuele e ci dirigiamo verso Piazza del Plebiscito. Sulla nostra destra compare la Basilica di San Martino, risalente al 1747 e simbolo del rococò di Martina Franca. È possibile ammirare la Statua di San Martino di Tours, realizzata da Stefano di Putignano nel 1518.

In questa piazza sono presenti anche la Torre Civica, fatta costruire nel 1734 dal sindaco Ambrogio Fanelli, e il Palazzo dell’Università.

A due passi, i Portici, con ben 13 arcate danno una forma semicircolare alla Piazza Maria Immacolata. Durante le feste, sono ricoperte dalle illuminazioni, tant’è che io li ho riconosciuti soltanto dopo aver comprato una calamita.

Perdendoci tra le vie, ci troviamo di fronte la Chiesa di San Domenico, anch’essa in stile barocco e costruita dopo aver abbattuto la chiesa medievale dedicata a San Pietro Martire che, a causa del terremoto del 1743, aveva subito gravi danni.

Martina Franca ospita ogni estate il Festival della Valle D’Itria, un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica lirica e sinfonica.

La nostra visita è durata poco più di un’ora, anche se avrebbe meritato più tempo. Tra le tante curiosità, ho scoperto che i martinesi hanno il vizio di buttar giù le “cose vecchie” per innalzare “capolavori” e se non fosse stato così, sarebbe stata così bella?

Se vuoi conoscere il nostro itinerario nella bellissima Valle D’Itria leggi qui  o visita la sezione Puglia 

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3 commenti

  1. No ma poi il gattino come stava? 🙁

    • Stava più bene di me, mo marito e te messi assieme.. il mio portafoglio un pò meno.. per carità, amo gli animali, ho lo zoo in casa, ma fai tanti sacrifici per partire, pranzi con un panino per risparmiare, e poi spendi soldi così a vuoto.. non do la colpa al gattino, ma ai gestori del b&b che non hanno prestato maggiore attenzione al cliente. Ci entravano sempre nell’appartamento e salivano sulle valigie aperte, siamo stati troppo permissivi e gentili, per poi pagare 60 euro di veterinario?

  2. Caspita hai ragione!
    Io comunque l’avrei pretesa la metà…tanto più che avevano detto di partecipare. Si sono tirati indietro? Che gente!!!
    Vabbuò dai non ci pensare, ne hanno beneficiato il gatto (che per fortuna non si è fatto niente) ed il veterinario! 😛
    Ciao! 😉

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