I “borghi più belli” della Valle d’Itria: Locorotondo e Cisternino

Quando ti documenti su internet sulle cose e le città da visitare nella Valle D’Itria, nella lista trovi sempre Locorotondo e Cisternino.

Rientrano nell’elenco dei “Borghi più belli d’Italia” ed effettivamente sono delle bomboniere, piccole piccole che riesci a girarle in un’ora.

Locorotondo

Amo perdermi tra i vicoli, ammirare portoni, finestre e balconi, tornare indietro se entro in una via senza uscita.

A Locorotondo se prendi una via a sinistra ti trovi al punto di partenza venendo da destra, ed è per questo motivo che si chiama così. Il suo nome significa “luogo rotondo” con riferimento alla circolarità del borgo con le case disposte su anelli concentrici e alle mura che lo cingono. Raggiungendola da Martina Franca dal basso puoi già notare la sua forma circolare.

Locorotondo regala un’ottima vista panoramica sulla Valle d’Itria dalla Villa Garibaldi e dal largo Bellavista su Via Nardelli.

Se la peculiarità di Alberobello sono i trulli, Locorotondo ha le sue “cummerse”. Cosa sono? Sono i caratteristici tetti delle case del centro storico sono spioventi, a punta, ricoperti dalle chiancarelle, ovvero lastre calcaree. Somigliano molto alle case del Nord Europa (ma quelle sono colorate e ti danno il senso della vivacità).

Locorotondo invece è candida, ma soprattutto è bianchissima!

Ogni sua casa, finestra, balcone, pianta, chiesa, campanile, via regalano a chi è appassionato di fotografia centinaia di scatti. Sarei stata lì ore e ore a immortalarla in ogni suo centimetro. È tutta da fotografare!

Locorotondo è piena di piante e fiori.. Ogni anno in estate i residenti gareggiano ornando il proprio balcone con piante e fiori per concorrere all’elezione del “Balcone in fiore più bello”. Ogni balcone è numerato e i visitatori prima di lasciare il paese possono esprimere la propria preferenza votando quello che è piaciuto di più.

Passeggiando tra i vicoli ci troviamo in Piazza Fra G.A. Rodio dove è situata la Chiesa matrice dedicata a S. Giorgio Martire, patrono della città, che risale al XVIII secolo.

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La Chiesa della Madonna della Greca invece è la più antica ed è stata costruita due volte, la prima risale al XIII secolo mentre l’attuale al XV secolo.

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Siamo gente del Sud e Locorotondo non ti tratta da estranei visitatori che dopo un’ora vanno via.. Le signore si fermano a chiacchierare, percorrono con te un po’ di vie con molto piacere.

Tra tutti i posti visitati è quello che più porto nel cuore.. li porto tutti, eh? Ma Locorotondo mi ha affascinata da morire.. poco turistica e molto conviviale..

Ps. Sarà anche perché uno dei miei giochi preferiti si chiama Locoroco? Saranno i suoi balconi colorati, i tetti spioventi.. l’ho adorata ancor prima di visitarla..

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Cisternino

Cisternino appartiene con Ostuni alla provincia di Brindisi. E come le altre due cittadine, anch’essa è bianca..

Attraverso Porta Piccènne ci addentriamo nel centro storico e notiamo subito un dipinto a tempera di Santa Lucia all’esterno dell’omonima chiesa.

La Torre dell’Orologio in Piazza Vittorio Emanuele è il simbolo della cittadina: è stata costruita nel 1850 a cura dei maestri Curri di Alberobello, gli stessi che hanno realizzato la Basilica dei SS. Medici Cosma e Damiano.

A Porta Grènne invece sono presenti la Torre Muraria, la Chiesa Madre di San Nicola, il monumento ai Caduti in guerra e un punto panoramico che affaccia sulla Valle d’Itria. In lontananza riesci anche a vedere Martina Franca.

Rispetto a Locorotondo, Cisternino è piena di locali nel suo centro storico ed è famosa per le sue bracerie dove, come nel resto della Valle d’Itria, è possibile assaggiare le bombette, involtini di carne ripieni di prosciutto e formaggio.

Mi ha incantata? Nì.. oltre ad averle dedicato poco tempo, abbiamo notato che alla fine tutti questi borghi si somigliano e in lei ho rivisto ciò che avevo precedentemente notato in Polignano a Mare e Locorotondo, ed avendole adorate entrambe anche lei ci è piaciuta.

 

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