Il Castello di Santa Severina: da fortezza a residenza nobiliare

Prima di raggiungere il borgo di Santa Severina riesci a intravedere la sua sagoma imponente: è il Castello Normanno di Roberto il Guiscardo, o Castello Carafa, una delle maggiori attrattive. Tra noi calabresi è meglio conosciuto come il Castello di Santa Severina

Castello di Santa Severina

Castello di Santa Severina visto da Piazza Campo

Se solitamente siamo abituati a delle toccate e fuga, la visita al castello ci ha tenuti un’ora e mezza. Ci è piaciuto viverlo intensamente, tuffandoci a picco nelle mostre, nelle sale nobiliari, nella necropoli bizantina.

Ci siamo incantati davanti alla vista panoramica da cui è possibile riuscire a vedere il Mar Jonio e i paesi limitrofi San Mauro Marchesato, Cutro, Scandale e Rocca di Neto.

Il Castello di Santa Severina: un pò di storia

Durante le dominazioni bizantine, normanne, sveve, angioine e aragonesi, la struttura del Castello di Santa Severina subì varie modifiche e ammodernamenti. Ancora oggi grazie alla sua ottima conservazione nei secoli, la sua storia è percepibile guardando le mura. Ce n’è uno in particolare, il muro della memoria: guardandolo con attenzione si notano i diversi livelli di fortificazione.

Il Castello da fortezza si trasforma in residenza nobiliare grazie alla famiglia Sculco (all’ingresso del Castello si nota sul portone lo stemma della famiglia).

La famiglia Grutther arricchì le stanze con affreschi e decorazioni e visse nel Castello fino al 1806, anno di abolizione della feudalità.

Da allora il Castello fu abbandonato o utilizzato per scopi comunali. Dopo anni di ristrutturazione, è stato aperto al pubblico nel 1998.

Castello di Santa Severina

Castello di Santa Severina – Gli esterni

Il Castello di Santa Severina: le mostre e i musei

Le stanze del Castello ospitano al loro interno vari musei: il Museo delle armi e delle armature con l’esposizione di varie armi da fuoco e arazzi, il Centro Documentazioni e Studi di Castelli e Fortificazioni Calabresi, il Museo Archeologico, il Museo degli abiti d’epoca e il Museo di arte contemporanea di Santa Severina (MACSS). 

Museo delle Armi e delle Armature

Museo delle Fortificazioni Calabresi

Museo del Costume

Santa Severina

Esposizione opere MACSS

Il Castello di Santa Severina: gli ambienti sottostanti

Nella parte sottostante del castello si ammirano la stanza del lavatoio dove sono presenti una cisterna e una vasca e gli strumenti contadini utilizzati dalla servitù.

Il Castello di Santa Severina: la stanza delle torture

Accanto all’ingresso del castello, nella stanza delle torture accompagnati da un sottofondo inquietante sono riprodotti vari oggetti di tortura medievale tra cui due gogne e la culla delle streghe.

Castello di Santa Severina

Stanza delle torture

Il Castello di Santa Severina: la necropoli bizantina

In quest’area dove prima erano presenti dei silos scavati nella roccia, durante gli scavi è stato rinvenuto l’antico sepolcro. Molti di essi erano scavati direttamente nella roccia, e oggi sono perfettamente visibili con i loro resti.

Necropoli bizantina

Il Castello di Santa Severina: il Museo Archeologico

Nell’area adibita a Museo archeologico sono esposti reperti del periodo bizantino, normanno, svevo, e aragonese.

La Stanza della finestra cieca (per la finestra tamponata visibile sulla parete interna) ospita i reperti del periodo bizantino ritrovati nell’antica chiesetta e nella necropoli bizantina. 

La stanza della fucina, in cui sono stati ritrovati i resti di un forno dove il feudatario realizzava ordigni militari o proiettili in piombo, ha le vetrine con i reperti di epoca bizantino-normanna, tra i quali è possibile osservare il tarì, la moneta in oro coniata per opera di Roberto il Guiscardo dalla Zecca di Palermo.

L’epoca sveva e aragonese sono presenti nella Stanza delle feritoie, al cui interno sono visibili le linee che servivano a rimarcare il piano calpestìo angioino e le linee di carpenteria del XVI sec.

Nella Stanza del forno furono trovare ampie tracce di fumo sulla parete esterna. Si possono notare con particolare attenzione alcune incisioni autografe, graffiti e date che oscillano tra il 1516 e 1568 che si riferiscono ai lavori di ammodernamento delle strutture interne del mastio.

La Stanza delle mille turchine ha sulle pareti delle finestre delle linee bluastre che servivano a rimarcare le linee di carpenteria del XVI secolo e ospita reperti del periodo normanno.

Il Castello di Santa Severina: le stanze nobiliari

Il piano superiore del Castello è dedicato alle stanze nobiliari, ricche di affreschi e decorazioni principalmente floreali. Le stanze sono diverse e hanno un elemento che le caratterizza.

Stanza del salottino rosso per il colore predominante delle decorazioni ornate con drappi, vasi e cascate di fiori bianchi. 

La stanza del torrione mozzata: la famiglia Grutther fece tagliare la torre del fortilizio bizantino per ricavarne una stanza all’interno. Per non modificare la sagoma del castello, fecero ricostruire la sagoma della torre antica, e guardandola dell’esterno si nota che effettivamente è diversa dalle altre sia per la forma che per le dimensioni. E’ anche chiamata la stanza del salottino bianco per il colore raffinato del soffitto o stanza della voliera.

Castello di Santa Severina

I soffitti delle stanze nobiliari

Tra le opere affrescate nella stanza della volta mitologica risalta ai nostri occhi la Metamorfosi di Ovidio in cui si può distinguere Narciso che si specchia nella fonte e il ratto di Proserpina, mentre altre immagini sono incomprensibili a causa del cattivo stato di conservazione. Sul terrazzo di questa stanza si raccoglievano le acque meteoriche ed è detta anche stanza della raccolta delle acque.

La Stanza del terrazzo bizantino o stanza della volta incendiata è priva di decorazioni e affreschi, forse a causa di un incendio.

La stanza della cappella è abbellito con soggetti delle sacre scritture. Nei medaglioni sono rappresentate la nascita di Gesù, l’adorazione e la presentazione al tempio, l’adorazione dei Magi e la fuga in Egitto. Al centro della croce è raffigurato un sole con quattro figure, i simboli della Passione e la Strage degli innocenti. Nella cappella c’è un altare dedicato all’Immacolata affiancata da Sant’Antonio e San Francesco.

Castello di Santa Severina

Stanza della Cappella

Nella Sala centrale del Castello è possibile ammirare il Trionfo della Famiglia Grutther realizzato dal pittore Francesco Giordano.

In primo piano l’Apoteosi dello stemma dei Grutther nell’Olimpo. 
Puttini alati guidati dalla Fama portano l’arma dei Duchi sopra gli Dei: Giove, Iuno Pronuba, Selene, Minerva, Cerere, Mercurio, Ercole. In fondo, una scena allegorica ambientata nel paesaggio del Ducato di Santa Severina: sullo sfondo di Monte Fuscaldo, la Storia scrive sul Tempo (il vecchio barbuto), accanto alla personificazione del Fiume Neto (che scorre sotto S. Severina). Intorno, dodici mostri marini (Sirene o Nereidi) reggono la cornice sotto la volta, come se accorressero al suono della conchiglia suonata da Tritone col cavallo marino. Sulle pareti lunghe, in quattro medaglioni trovano posto le Quattro parti del Mondo, con le allegorie dell’Europa, dell’Asia, dell’Africa, dell’America. Ovunque si trovano simboli marini. (Il Castello di Santa Severina, La dimora gentile, G. Leone)

Castello di Santa Severina

Il Trionfo della Famiglia Grutther

 Nella Stanza delle arti o stanza del trono è presente l’affresco raffigurante Selene, la dea della luna, che guida il carro trainato.
Castello di Santa Severina

Selene, la dea della luna

Castello di Santa Severina

Stanza delle arti

La volta della stanza che affaccia sulla Villa Comunale, su Piazza Campo e sulla Cattedrale ha un affresco dedicato all’allegoria della virtù. Le mattonelle vicino al balcone sono l’unica testimonianza che rimane del pavimento settecentesco originale.

Castello di Santa Severina

Allegoria della virtù

 

Se vuoi saperne di più su Santa Severina clicca QUI 

Per maggiori informazioni sugli orari del castello e gli eventi contatta la Cooperativa Aristippo

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Un commento

  1. Adoro i castelli! Mi piace visitarli, però di solito evito la stanza delle torture!

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