Abc di Catanzaro: A come …, B come …, C come Catanzaro!

“Ci spingiamo molto spesso verso posti inesplorati, quando a due passi abbiamo luoghi meravigliosi. E sono questi i luoghi che voglio scoprire. Sogno di visitare l’Italia da cima a fondo. Sogno di visitare l’Europa, e perchè no, anche il resto del mondo.. Tra i miei Travel Dreams ho una lista di Patrimoni dell’Umanità che aspettano di esser conosciuti.”

Questa è una parte della mia descrizione nella pagina Su di Me e come vedi in alto, è anche il motto del mio blog. Hai notato che non ho parlato di Catanzaro, la mia città? Hai notato che i miei primi articoli sono viaggi? Si, perché abbiamo questa brutta abitudine: scrivere, studiare, approfondire, dare maggiori informazioni possibili su un luogo visitato, piuttosto che parlare della nostra città o regione, che effettivamente sono quelle che dovremmo conoscere meglio di qualsiasi altro turista. Eppure sai che non rientra nella mia lista di racconti da scrivere?

La carissima Silvia di Trippando, ci invita a giocare con lei alle #Insiders, ci invita a creare una sorta di rubrica in cui ogni mese si affronta un argomento diverso sulla nostra città o regione, vista soprattutto dagli occhi e dall’esperienza di chi la vive quotidianamente. Il tema del mese è l’ABC.. quindi ti parlo di Catanzaro declinata in ordine alfabetico dalla A alla Z!

Abc di Catanzaro

A come Arte della Seta. Catanzaro divenne famosa per la lavorazione della seta tra il XIV e il XVII secolo, fu un centro manifatturiero d’eccellenza e primo centro importante in Italia. L’Arte della Seta era regolata da leggi rigide che le valse la concessione del Consolato con vari privilegi fiscali. La seta veniva lavorata nel rione Maddalena, e oggi Via Filanda la ricorda. Per i catanzaresi però la A equivale a due cose: Aquile e Serie A, fu infatti la prima città calabrese ad avere la propria squadra sull’Olimpo calcistico, un orgoglio non solo per i catanzaresi ma per tutta la Regione Calabria.

B come Bellavista. Le terrazze romantiche di Bellavista offrono la possibilità di fare una passeggiata godendo della vista panoramica sul Golfo di Squillace, da Crotone a Punta Stilo, e sui quartieri posti a sud della città. Ed è ancora più romantico se passeggi dopo cena per ammirare le luci che giungono fino al mare.

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Panorama da Bellavista, via De Seta, Catanzaro

C come Cavatore. L’uomo che scava la roccia rappresenta il lavoro, la forza e la costanza dei catanzaresi nell’affrontare le difficoltà di una terra povera e i disastri provocati da una natura severa. È uno dei simboli più famosi della città. Puoi ammirare la fontana monumentale, ideata e costruita dallo scultore Giuseppe Rito negli anni ‘50, attraversando Piazza Matteotti in direzione del Centro storico.

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Cavatore

D come De Nobili (Palazzo). Il palazzo di origine patrizia fu costruito in via Jannoni all’inizio dell’Ottocento, da Emanuele De Nobili e dalla moglie, Olimpia Schipani, secondo lo schema architettonico di una residenza estiva dei De Nobili. E’ la sede del Comune dal 1863. Intorno ad esso ruotano storie e leggende, come quelle di Giovanna de Nobili, la poetessa, e la storia d’amore (vera!) di Rachele e Saverio, due giovani innamorati, appartenenti a due famiglie aristocratiche rivali, proprio come Romeo e Giulietta. Qualcuno dice che ci sia un fantasma che si aggira tra le sale, anche di giorno.. ne è testimone mio padre..

Parco Biodiversità

 

E come Erba. (Silvia abbiamo l’erba verde anche qui!). L’erba verdissima del Parco della Biodiversità Mediterranea, sulla quale rotolare tra le opere di Antony Gormley, giocare a pallone, prendere il sole, o semplicemente, osservare le opere all’aperto di arte contemporanea.

F come Folklore. Paese che vai.. usanza che trovi, e la Calabria, soprattutto tra i borghi, è ricchissima di tradizioni popolari e di folklore. Ad esempio, il Mercoledì delle Ceneri mia nonna appendeva sul balcone la “Corajisima”, una bambola vestita di nero in segno di lutto per rappresentare la Quaresima, con un fuso in mano poggiata su un’arancia conficcata da sette penne di gallina che dovevano essere tolte ogni domenica e facevano da calendario fino a Pasqua. (Potrei mostrarti qualsiasi bambola, ma sto cercando una foto della bambola di mia nonna.. appena la trovo, la pubblico..). Ed eccola qui.. Grazie Andrea!

Corajisima

Corajisima

Corajisima

Corajisima

G come Giangurgolo. A Napoli c’è Pulcinella, a Catanzaro abbiamo lui, Giangurgolo, la maschera tipica del Carnevale. Ha il naso lungo e indossa un vestito a strisce gialle e rosse, colori della città.

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Andrea Bressi in Giangurgolo

H come F aspirata. Nel nostro dialetto la F seguita da vocale viene sostituita dall’H. Diciamo “hjatu” al posto di “fiatu” (fiato), “hjumara” al posto di “fiumara” (piccolo fiume), “cahé” al posto di “cafè” (caffè). Hai presente quando cerchi di pulire gli occhiali?

I come Immacolata (Basilica). Passeggiando su Corso Mazzini, troverai in Piazza Prefettura una delle chiese più importanti della città. La Basilica è stata costruita nel 1254, è in stile tardo barocco e ha tre navate, due delle quali sono state aggiunte nell’800. Le opere presenti risalgono al ’500, al ‘600 e al ‘700.

Lungomare

L come Lungomare. Che sia inverno o che sia estate, che sia mattina o che sia sera, passeggiare per due km sul lungomare nel quartiere Lido è sempre piacevole. Soprattutto adesso che hanno inaugurato il nuovo tratto. Se vuoi fermarti su un Lido hai l’imbarazzo della scelta, ce ne sono circa 20, e poi ci sono tante gelaterie buonissime.

M come Morzello. Il morzello è il nostro piatto tipico. Ne esistono tante varianti. Quello originale è preparato con il cuore di vitello (chorettu), i polmoni, la milza, il fegato, lo stomaco, la trippa, l’intestino, concentrato di pomodoro, peperoni piccanti, sale, origano, e alloro. Viene servito nel piatto o, come vuole la tradizione, nella “pitta”. Che cos’è? È un pane casereccio a forma di ruota con una circonferenza interna abbastanza ampia. La pitta per il morzello deve essere lunga e stretta.

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Morzello (Ph. Cibodistrada.it)

N come Naca. La Naca è la tradizionale processione del Venerdì Santo, che prende il nome dalla “Culla” in cui è depositato il corpo di Gesù. Nel corteo sono presenti le quattro Confraternite della città, e ognuna di loro porta una Croce del proprio colore.

Naca

Naca

Naca

O come Omobono. In via De Grazia puoi ammirare l’unico monumento medievale rimasto intatto, ovvero la piccola Chiesa di S. Omobono, in stile bizantino – normanno risalente all’XI-XII secolo, legata al rito greco-ortodosso.

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Chiesa di S.Omobono

P come Ponte. Nel 1962 fu il primo ponte ad arco in cemento armato al mondo per la sua altezza, oggi è il secondo in Europa. Resta in ogni caso il primo e unico ponte in Italia per luce, altezza e lunghezza. Oggi porta il nome di Fausto Bisantis, un cittadino illustre catanzarese e senatore della Repubblica, fino al 2002 invece lo chiamavamo “Viadotto Morandi”, in onore dell’architetto che lo ha realizzato.

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Ponte Bisantis

Q come Quatansàr. Nel corso della storia Catanzaro ha avuto tanti nomi: Katantza’rion durante l’insediamento greco-romano, Catacium nell’epoca tardo-romana, con le varianti latino-medievali di Cantacium, Catanzium, Catancium, Quatansàr nel quinquennio saraceno, Rocca di Niceforo nel periodo Bizantino, Cathacem nel periodo Normanno, Cathanzario nel Regno di Napoli. La città prese l’attuale nome durante l’Unità d’Italia. Sai che qui è stato inventato il nome Italia?

R come Mimmo Rotella. Lo “strappa manifesti” o il “pittore della carta incollata”. Mimmo Rotella è un artista catanzarese che ha inventato negli anni ’50 la forma d’arte décollage. Le sue opere, esposte nei più famosi musei, sono tele su cui incollava uno o più pezzi di manifesti strappati trovati per strada.

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Mimmo Rotella (AP Photo/Bernd Kammerer)

S come Stemma. Perché sullo stemma della città è raffigurata un’Aquila imperiale? Dopo aver sconfitto i francesi nel 1528, riconoscendo la minoranza dei catanzaresi rispetto ai nemici, l’imperatore Carlo V concesse alla città il diritto di utilizzare il simbolo dell’Aquila imperiale, sul cui petto è raffigurato uno scudo con i tre colli della città sormontati da una corona. L’aquila regge col becco un nastro azzurro col Motto “Sanguinis Effusione”. A pochi metri dal quartiere Lido e nella località Roccelletta di Borgia, abbiamo il Parco Archeologico Scholacium, dove è possibile ammirare tra i resti il Foro, il Teatro e i resti della Basilica Santa Maria della Roccella.

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Stemma di Catanzaro

T come Teatri. A Catanzaro ce ne sono tre: il Politeama, il Comunale e il Masciari. Il Teatro Politeama, inaugurato nel 2002, è stato progettato dall’architetto Paolo Portoghesi ed è uno tra i più moderni d’Italia. Il Teatro Comunale è il teatro più antico e nell’800 divenne uno dei più importanti teatri del Sud Italia. Il Teatro Masciari, costruito nel 1923, ha ospitato negli anni ’40 compagnie famossime, tra cui quella di Totò.

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Teatro Politeama

U come “U CIACIU”. Saverio Rotundo è uno scultore catanzarese che ha ideato l’arte dell’abbandono, opere realizzate col ferro o con materiali di scarto che ha recuperato.

V come 3V e Villa Margherita. Catanzaro ancora oggi è riconosciuta come la Città delle tre “V”, in riferimento a tre tratti distintivi della città: V come “S. Vitaliano”, patrono della città, festeggiato il 16 Luglio; V come “Vento”, la città è abbastanza ventilata per la sua posizione tra il mare e la montagna, la maggior parte dell’estate stiamo freschi; V come “Velluto”, in passato fu un importante centro di produzione dei velluti e della seta (ti ricordi la lettera A?). Villa Margherita è il giardino più antico, risale al 1881 e fu inaugurato in occasione della visita della Regina Margherita di Savoia.

Abc di Catanzaro

Villa Margherita

Z come Zaro. Secondo la leggenda, la città fu fondata nel 793 da due militari bizantini, Cattaro e Zaro. Le popolazioni che vivevano sul mare furono trasferite prima sullo Zarapotamo (oggi è il quartiere Santa Maria) e poi sul colle Trivonà.

Siamo giunti alla fine, ringrazio gli amici del gruppo Fb “Catanzaro è la mia città” per aver giocato con me e avermi dato qualche spunto nella costruzione dell’alfabeto.. Grazie al mio amico Andrea Bressi per la concessione delle foto..

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7 commenti

  1. Catanzaro merita sicuramente una visita! Mi ha colpito molto e in positivo l’usanza del mercoledì delle ceneri 🙂

  2. Grazie Goldmund Hullu, ti aspetto a braccia aperte 😀

  3. bello, peccato che non ci sia il monumento ai caduti con la statua della madre eliminata

  4. Pingback:Gli ABC della nostra Italia (e il tema insiders di dicembre) | Trippando

  5. Oggi al telefeno mi hai parlato di questo articolo e me lo sono andata subito a leggere: bello! Peccato che a Catanzaro non ci sono mai stata: purtroppo per me è sempre stata una città di passaggio da Crotone a Lamezia e viceversa! Mi sa che devo rimediare! 🙂

  6. Pingback:Estate a Catanzaro: 50 motivi per trascorrere le vacanze nel capoluogo calabrese - Jamaluca

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